Luigi Auriemma e Gennaro Masiello, rispettivamente direttore e presidente della Coldiretti Benevento, hanno espresso ........
Luigi Auriemma e Gennaro Masiello, rispettivamente direttore e presidente della Coldiretti Benevento, hanno espresso la loro opinione sul futuro della produzione di tabacco. In particolare, per i due rappresentanti sanniti, il primo segnale positivo per il prosieguo di tale attività dovrà essere rappresentato dai prezzi contrattuali. Per la Coldiretti, infatti, le imprese agricole devono continuare a migliorare gli standard qualitativi, la prima trasformazione deve migliorare l’efficienza eliminando sovrastrutture, doppie lavorazioni, e costi inutili, e la manifattura deve garantire volumi di acquisti in modo da programmare le produzioni.
“La convenienza a continuare la produzione di tabacco – afferma Auriemma - passa attraverso un impegno diretto delle manifatture. Discutere solo con la prima trasformazione per il prezzo del tabacco non è più sufficiente. È necessario verificare il reale interesse delle manifatture ad acquistare in Italia in modo da programmare l’attuale campagna e le prossime per garantire continuità al comparto che, nella nostra provincia e nella vicina Caserta, vede più di 5.000 imprese dedite alla coltivazione del tabacco, per una superficie di circa 9.700 ha, un valore della produzione (compreso il premio accoppiato) superiore ai 115 M€ e più di 1.600.000 giornate lavorative nella sola fase di coltivazione.
I possibili aiuti comunitari per il tabacco, attraverso il cosiddetto premio qualità della regolamentazione comunitarie e le eventuali misure agro ambientali del Psr ancora tutte da approvare, potranno variare in un range di 25-55 €/ql per cui la restante parte del reddito delle imprese deve essere garantito dal prezzo industriale che deve sostituire la restante parte del premio comunitario. E’ chiaro, che a fronte dell’interesse richiesto alle manifatture, la filiera deve garantire competitività”.
“C’è bisogno di un maggior senso di responsabilità - prosegue Masiello - con un piano di ristrutturazione del comparto che deve vedere competitività ed efficienza per poter continuare la produzione. Il comparto tabacchicolo era un comparto ricco e protetto che ha tollerato, sbagliando, costi di produzione enormi nella prima trasformazione, ma adesso la situazione è cambiata e solo la razionalizzazione, la riduzione dei costi e impegni pluriennali della manifattura potranno garantire la continuità. Il prezzo del tabacco si definisce al momento delle consegne sulla base dei gradi qualitativi ma è chiaro che il primo segnale parte necessariamente dai prezzi contrattuali che si stanno definendo in questi giorni e che devono essere notevolmente aumentati, altrimenti non conviene continuare”.
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